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Minuto Settantotto

gente che si commuove con il diario di Bobby Sands e il gol di Sparwasser

Il buongiorno di Matthias.

Dal marzo del 1938 le cose non saranno più le stesse.

Prima c’era la miglior squadra mai vista dalle parti di Vienna: semifinale ai Mondiali del ’34 e finale in quelli del ’36. Per tutti erano il Wunderteam,  la squadra delle meraviglie. Dopo il marzo del 1938 ci sono i nazisti a Vienna e il Wunderteam non ha più diritto di esistere dal momento che tutti i giocatori austriaci avrebbero dovuto giocare per la formazione tedesca. Però c’è un’ultima partita, quella più triste e fondamentale della storia delle formazione austriaca, ovvero l’Anschlussspiel, la partita della riunificazione tra Austria e Germania e l’ultima dell’Austria da formazione autonoma. La partita finì 2-0 per l’Austria con reti di Karl Sesztac e il capitano della formazione austriaca, lo chiamavano “il Mozart del pallone” e i gerarchi nazisti si stavano già pregustando le sue prestazioni con la nazionale del Terzo Reich ai mondiali di Francia. La partita finisce e i giocatori sono chiamati al saluto nazista di rito sotto la tribuna dove stanno i gerarchi.

Venti braccia tese si liberano in cielo, due rimangono immobili lungo il corpo.sindi10

Uno è di Karl Sesztac (conosciuto poi come Sesta), figlio di un operaio socialista ucciso dai nazisti, l’altro è di Matthias Sindelar, per tutti Cartavelina.

Cartavelina quel braccio lo terrà giù per amore, il sentimento più primitivo e naturale del mondo.

Durante la semifinale dei Mondiali del ’34 in Italia che vedeva il Wunderteam perdere contro gli azzurri (e l’arbitro) Matthias venne ricoverato in una clinica di Milano a causa degli interventi assassini e recidivi di Luisito Monti che regalarono al capitano austriaco un serio problema al ginocchio. Tutti sapevano curarlo lì dentro, nessuno sapeva capirlo. Nella sua stanza comparve timidamente la giovanissima infermiera Camilla Castagnola. “Ich spreche Deutsch“, sorrise. Camilla era milanese, bellissima, giovane, studiava tedesco, faceva l’infermiera ed era ebrea. Qualche anno dopo diventerà la Signora Sindelar.

Sabato 12 marzo 1938 l’esercito tedesco invade l’Austria. L’esercito locale non oppose resistenza e lo stesso giorno l’Austria si annette alla Germania.

Anschluss.

I viennesi hanno un loro idolo, il grande calciatore Sindelar. Vogliamo credere, anzi siamo sicuri, che Sindelar sarà sempre degno di questa stima anche negli impegni futuri.

– Joseph Goebbels.

Matthias però non ha nessuna voglia di far parte di un qualcosa in cui non crede e di cui disprezza tutto fin dalle fondamenta. Declinerà la chiamata di Herberger dicendo di essere troppo vecchio e di non essersi più ripreso dal dolore di quel ginocchio in Italia. “Sapevo che erano tutte scuse”, dirà anni dopo Herberger, “il ginocchio, l’età… non ci ho creduto neanche per un secondo. Sotto c’era altro ma non erano affari miei. Lo lasciai in pace anche se era il più forte di tutti”.

Tutto si complica quando vengono fuori dei documenti che riconducono Matthias ad una nonna ebrea. Nella notte dei cristalli la follia omicida e devastatrice delle SS arrivò anche davanti alla casa di Matthias e Camilla, terrorizzati all’interno. Dalle urla si passò al silenzio. Un silenzio assordante ed assurdo. Sapevano chi ci abitava lì dentro. Il silenzio durò diversi minuti, poi le bestie naziste se ne andarono.

A quel punto però la situazione diventa insostenibile e anche la coppia diventa un obiettivo per i nazisti. Sesta viene interrogato e torturato dalla Gestapo, le violenze e le deportazioni aumentano di giorno in giorno e Michael Schwarz, presidente dell’Austria Vienna e una sorta di padre per Matthias, dato che il vero padre morì combattendo sull’Isonzo quando lui era ancora un ragazzino, viene rimosso dall’incarico in quanto ebreo. Per Matthias è un colpo durissimo.

Il nuovo Führer dell’Austria Vienna ci ha proibito di salutarla, ma io vorrò sempre dirle “buongiorno” ogni volta che avrò la fortuna di incontrarla.

Cartavelina e Camilla moriranno nella loro casa di Vienna il 23 gennaio del 1939, un solo anno dopo l’arrivo dei nazisti. La Gestapo stilò un rapporto dove diede la colpa a una stufa a gasa difettosa. “Avvelenamento da monossido di carbonio”.

Le quarantamila persone che parteciperanno al funerale di Matthias Sindelar e Camilla Castagnola non crederanno mai a questa versione.

Le quarantamila persone che parteciperanno al funerale di Matthias Sindelar e Camilla Castagnola crederanno invece che la Resistenza è un atto d’amore e che si Resiste anche solo con un buongiorno, come quello che Matthias mai ha negato al suo presidente.

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