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Minuto Settantotto

gente che si commuove con il diario di Bobby Sands e il gol di Sparwasser

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Minuto Settantotto è un collettivo che nasce nel 2015 per e con l’esigenza di far incontrare passione, convinzione e necessità: la passione per il calcio da una parte, convinzioni che ci hanno portato a militare nell’ambiente dell’estrema sinistra dall’altra, la necessità di riportare un’analisi politica al fenomeno di massa che occupa le nostre domenica infine. Il nostro progetto si propone quindi di fornire un’analisi in ottica militante del calcio mainstream, quello della Serie A, delle pay TV e di Cristiano Ronaldo, e di accompagnare a questa una narrazione non pacificata, rifiutando di rifugiarsi nella falsa soluzione della nostalgia. Il calcio giocato è un espediente, tra i più belli, per parlare di quello che succede alla nostra società. Foucault diceva che “per ogni forma di potere, necessariamente abbiamo una forma di resistenza”. Dato che il calcio è potere, non ci resta che resistere.

7 Comments

  1. Mirko Fantoni 17 Dicembre, 2015

    ciao ragazzi volevo farvi i complimenti per il blog, anch’io come voi amo il calcio e tifo rivolta, e vi scrivo per segnalarvi un personaggio che secondo me merita di essere menzionato su minuto settantotto: l’allenatore del mio amato Empoli Football Club 1921, il compagno marco giampaolo. non vi fermate all’apparenza, ha la faccia da sfigato, e forse lo e’ davvero (è uguale a neri marcore’ quando imita gasparri) ma oltre a stare dalla parte giusta della barricata è una grande persona, che, a causa della propria coerenza, è passato da sfiorare la panchina della juve, che gli preferì in extremis ciro ferrara, a finire su “chi l’ha visto?” quando a brescia dopo un incontro poco gradevole con i tifosi sparì nel nulla.
    saluti libertari da un cugino di campagna.

  2. Peppe 11 Febbraio, 2016

    Complimentissimi davvero, questo blog oltre a raccontare un calcio romantico che purtroppo non c’è più, racconta di Uomini veri pronti a non abbassare la testa davanti a chi sopprime la libertà e che grazie alle loro gesta e anche ai loro gol, danno un po’ di orgoglio e felicità a tutti coloro che vedono nel calcio un senso di rivalsa e riscatto. Tipo come faceva Maradona. Io sono di Taranto e in questa città martoriata dalla grande industria e non solo, siamo tutti tifosi del Taranto. Per ogni Tarantino la squadra è importante quanto la mamma, e anche se a causa di presidenti che hanno pensato solo ai loro affari, ci troviamo nel campionato nazionale dilettanti da un bel pò, ma nonostante questo ci siamo sempre distinti per attaccamento e amore incondizionato alla maglia in qualsiasi categoria. Abbiamo avuto delle gioie ma sono state poca cosa rispetto alle delusioni che sono sempre state di più. Il nostro stadio (a questo volevo arrivare) è intitolato ad Erasmo Iacovone, un attaccante che grazie ai suoi gol nel campionato 77/78 ci stava portando per la prima volta in serie A. Io come molti altri non lo abbiamo vissuto perché non ancora nati, ma le sue gesta vengono raccontate ancora oggi con una lacrima per l’emozione e il rimpianto per un’occasione persa, da chi ha avuto il piacere di vivere quei momenti. Occasione persa perché in una notte del 6 febbraio 1978 la sua vita è stata letteralmente spazzata via in un incidente stradale, facendo svanire le ambizioni di un’intera città e l’ambizione di un promettente calciatore, pronto per un salto di categoria.
    Ancora oggi a 38 anni di distanza, aspettiamo ancora un Erasmo Iacovone che ci faccia gioire e ci rilanci, facendo parlare in giro di Taranto non solo per cose legate all’inquinamento e ai tanti problemi che ci attanagliano, ma anche e soprattutto di calcio.
    Se potete, fate un servizio, mi piacerebbe leggere qualcosa fatta alla vostra maniera sul mio Taranto e su Iacovone.

  3. daniele 6 Gennaio, 2017

    potrei farvene tanti di complimenti per quello che scrivete, ma penso basti vedere la foto qua sopra di mwepu che si stacca dalla barriera e calcia via il pallone.
    clap clap

  4. Danilo 3 Febbraio, 2017

    Non è mai troppo tardi per scoprirvi!!! 😉

  5. Mario Cardone 7 Giugno, 2017

    Sto leggendo ‘Euzkadi’ di Edoardo Molinelli con grande interesse, proprio perché non parla solo di calcio. I vostri pezzi sono così, d’ampio respiro, immersi in una missione culturale di grande valore. Per quello che vale, apprezzo molto quello che fate.

  6. Gianfrancesco Sapia 17 Marzo, 2020

    Complimenti vivissimi! che bello avervi scoperto!

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