Chi siamo

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Minuto Settantotto racconta di chi rifiutò di stringere la mano a Pinochet, di chi tenne il braccio abbassato mentre tutti i suoi compagni lo stendevano, di chi invece liberò in aria un pugno chiuso, di chi giocava nell’ala sinistra perché “più vicina al popolo” e di molto altro ancora. Minuto Settantotto è un blog calcistico che non racconta calcio ma uomini.

In fin dei conti siamo ragazzi che si commuovono sulle lettere dal carcere di Bobby Sands e sui goal di Riccardo Zampagna.

 

 

 

Alessandro Colombini – fondatore.
Nasce nel 1996 con la maglia tarocca di Toldo addosso. Ha scritto una tesina di maturità sul goal di Sparwasser contro la Germania Ovest, studia Storia all’Università di Pisa, è un fanatico di Irlanda del Nord e principalmente basta. Fonda Minuto Settantotto nel 2015.

Edoardo Molinelli – autore.
Si è innamorato dell’Athletic Club di Bilbao dopo aver visto giocare Julen Guerrero contro la Juventus, e dei Paesi Baschi la prima volta in cui vi ha messo piede. Appassionato di vecchie storie di calcio, in particolare di quelle con una spiccata natura politica, cerca di raccontarle come meglio può su Minuto 78. È fondatore e responsabile del primo (e unico) blog italiano sull’Athletic Club.

Gianmarco Lotti – autore.
Su di me purtroppo si può dire poco, più che altro sono le cose che hanno a che fare con me che sono tante. Scrivo storie di calcio e provo a fare il giornalista, occupandomi parallelamente di un centro giovani del quale sono il presidente, una sorta di Mujica più giovane e più grasso insomma. Amo leggere e giocare a pallone, leggere di calcio e scrivere di calcio, odio il calciomercato e la moviola e penso che una rovesciata di Zampagna sia meglio di un weekend romantico a Venezia. Se non lo prendessero per il culo, chiamerei mio figlio Rui Costa.

6 thoughts on “Chi siamo

  1. ciao ragazzi volevo farvi i complimenti per il blog, anch’io come voi amo il calcio e tifo rivolta, e vi scrivo per segnalarvi un personaggio che secondo me merita di essere menzionato su minuto settantotto: l’allenatore del mio amato Empoli Football Club 1921, il compagno marco giampaolo. non vi fermate all’apparenza, ha la faccia da sfigato, e forse lo e’ davvero (è uguale a neri marcore’ quando imita gasparri) ma oltre a stare dalla parte giusta della barricata è una grande persona, che, a causa della propria coerenza, è passato da sfiorare la panchina della juve, che gli preferì in extremis ciro ferrara, a finire su “chi l’ha visto?” quando a brescia dopo un incontro poco gradevole con i tifosi sparì nel nulla.
    saluti libertari da un cugino di campagna.

  2. Complimentissimi davvero, questo blog oltre a raccontare un calcio romantico che purtroppo non c’è più, racconta di Uomini veri pronti a non abbassare la testa davanti a chi sopprime la libertà e che grazie alle loro gesta e anche ai loro gol, danno un po’ di orgoglio e felicità a tutti coloro che vedono nel calcio un senso di rivalsa e riscatto. Tipo come faceva Maradona. Io sono di Taranto e in questa città martoriata dalla grande industria e non solo, siamo tutti tifosi del Taranto. Per ogni Tarantino la squadra è importante quanto la mamma, e anche se a causa di presidenti che hanno pensato solo ai loro affari, ci troviamo nel campionato nazionale dilettanti da un bel pò, ma nonostante questo ci siamo sempre distinti per attaccamento e amore incondizionato alla maglia in qualsiasi categoria. Abbiamo avuto delle gioie ma sono state poca cosa rispetto alle delusioni che sono sempre state di più. Il nostro stadio (a questo volevo arrivare) è intitolato ad Erasmo Iacovone, un attaccante che grazie ai suoi gol nel campionato 77/78 ci stava portando per la prima volta in serie A. Io come molti altri non lo abbiamo vissuto perché non ancora nati, ma le sue gesta vengono raccontate ancora oggi con una lacrima per l’emozione e il rimpianto per un’occasione persa, da chi ha avuto il piacere di vivere quei momenti. Occasione persa perché in una notte del 6 febbraio 1978 la sua vita è stata letteralmente spazzata via in un incidente stradale, facendo svanire le ambizioni di un’intera città e l’ambizione di un promettente calciatore, pronto per un salto di categoria.
    Ancora oggi a 38 anni di distanza, aspettiamo ancora un Erasmo Iacovone che ci faccia gioire e ci rilanci, facendo parlare in giro di Taranto non solo per cose legate all’inquinamento e ai tanti problemi che ci attanagliano, ma anche e soprattutto di calcio.
    Se potete, fate un servizio, mi piacerebbe leggere qualcosa fatta alla vostra maniera sul mio Taranto e su Iacovone.

  3. potrei farvene tanti di complimenti per quello che scrivete, ma penso basti vedere la foto qua sopra di mwepu che si stacca dalla barriera e calcia via il pallone.
    clap clap

  4. Sto leggendo ‘Euzkadi’ di Edoardo Molinelli con grande interesse, proprio perché non parla solo di calcio. I vostri pezzi sono così, d’ampio respiro, immersi in una missione culturale di grande valore. Per quello che vale, apprezzo molto quello che fate.

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