It’s Derry, not Londonderry. Vita, morte e resurrezione del Derry City FC.

A Derry ci sono tre cose che vanno a braccetto: storia, politica e calcio, ed è assolutamente impossibile scindere una dall’altra. Non c’è politica senza storia, non c’è storia senza politica e senza quel bagaglio storico-politico non ci sarebbe niente di interessante da raccontare in questa città e quindi in questa squadra di calcio. A Derry se ti interessi di calcio devi per forza immergerti in un vortice che ti porta a fare i conti con argomenti che vanno dal Bloody Sunday a Cromwell, dalla sfida in Coppa dei Campioni contro il Benfica al colonnello Derek Wilford, da Ivan Cooper ai preliminari di Europa League. Converrete quindi con me che, nonostante questo sia un sito che parla di football e il football resti l’ingrediente principale di questa ricetta irlandese, sia assolutamente impossibile arrivare al pullman del Ballymena carbonizzato senza passare dalle 472 vittime dei Troubles. Pullman del Ballymena carbonizzato? Sì, arriveremo anche a quello. Ma partiamo con ordine.
Derry per i nazionalisti (filoirlandesi, in larga maggioranza cattolici) e Londonderry per gli unionisti (filobritannici, in larga maggioranza protestante), è una città dell’Ulster (la seconda per popolazione). Di storie da raccontare Derry ne ha eccome, come quando nel 1688 si ritrovò sotto assedio dalle truppe di Giacomo II, ma è soprattutto tristemente nota per il 30 Gennaio 1972, dove una manifestazione pacifica per i diritti civili fu macchiata con il sangue quando il “First Battalion of the Parachute Regiment”, il 1° Battaglione del Reggimento Paracadutisti, uccise 14 persone disarmate, tra le quali 5 colpite alle spalle e 2 investite. Una delle pagine più tristi della storia irlandese e vergognose di quella inglese, soprattutto se si pensa al fatto che la regina d’Inghilterra premiò con una medaglia al valore chi aveva dato l’ordine di sparare, il colonnello Derek Wilford.
La squadra di una città con una storia simile non può essere altro di un pentolone di storia, calcio, politica e identità nazionale. Tutto ciò che una persona possa chiedere da una squadra di calcio.
Nonostante sia geograficamente in Irlanda del Nord il Derry City Football Club (e non Londonderry City Football Club, già questo fa capire molte cose) gioca nella Premier Division irlandese.

Derry
Così, tanto per mettere le cose in chiaro.

A metà degli anni ’60 il Derry City stravince il campionato nordirlandese (siamo nel 1964, l’annessione alla Premier Division arriverà solo nel 1972) guadagnandosi sul campo l’accesso alla Coppa dei Campioni, ma sollevando sconcerto e indignazione tra i tifosi del Derry al secondo turno la Federazione decide che il Brandywell, fortino dei biancorossi, non ha i requisiti minimi di sicurezza. In poche parole, il Derry viene scippato del sogno europeo.
Prima però di continuare la storia che vede il nostro Derry giocare a calcio (e vincere) facciamo un passo indietro nel nostro racconto e tiriamo di nuovo in ballo quel pullman del Ballymena carbonizzato, perché è un elemento fondamentale della storia moderna del Derry City FC.
Le trasferte a Derry per i tifosi unionisti non erano proprio una scampagnata in famiglia, dato che lo stadio si trova nel quartiere del Bogside, uno dei più caldi di tutta l’isola. Siamo nel 1971, precisamente 12 Settembre, quando un gruppo di temerari tifosi del Ballymena United decide di assistere alla partita Derry City FC-Ballymena United al Brandywell esibendo Union Jack e croci di San Giorgio. Ovviamente la cosa non va giù ai presenti allo stadio, che fanno girare la voce anche a chi è rimasto fuori dallo stadio, a cui magari del calcio non frega neanche niente. Del calcio no, ma una Union Jack al Brandywell di solito non fa una bella fine, e lo stesso trattamento è stato riservato al pullman del Ballymena: cenere.
Seguono scontri anche con altre tifoserie e la situazione sfugge presto di mano, tant’è che la polizia nordirlandese dichiara Derry “città non sicura”, esiliando il Derry City FC a giocare le proprie partite in casa a Coleraine, 30 miglia lontano dalla vera casa. Questo esilio durerà 13 anni.
Nel 1985 il Derry torna all’amato Brandywell, ma i tempi sono cambiati, e la Coppa dei Campioni è un ricordo lontano. Una volta tornati al loro stadio però anche il vento dei successi torna a fischiare, infatti dopo due anni di purgatorio in First Division (seconda divisione) il Derry sale di nuovo in Premier Division vincendo al primo anno campionato, coppa nazionale e coppa di Lega. L’unico treble della storia calcistica irlandese.
Il Derry City Football Club è tornato, e adesso fa paura.
Al Brandywell torna quel profumo di Europa che mancava da troppo, e nonostante l’eliminazione al primo turno per mano dei portoghesi del Benfica in città c’è grande entusiasmo.
Gli anni passano con alti e bassi. Negli alti si registrano uno scudetto, tre coppe nazionali e sei coppe di lega, ma con l’avvento del 2000 la società si trova in gravi difficoltà economiche e il Derry City è destinato a fallire. Fallimento scongiurato solo dall’incredibile risposta che offre la città. Al fianco del club si schierano personaggi famosi proveniente da tutta l’Irlanda e risultano fondamentali gli incassi di amichevoli che vedono sfilare al Brandywell squadre come Manchester United, Barcellona, Real Madrid e Celtic. Il Derry è in ginocchio, ma è vivo.
Il 2006 è l’anno dell’ennesimo ritorno in Europa, e questa volta i tifosi se lo gustano maggiormente. Nella vecchia Coppa Uefa infatti il Derry ha la meglio contro il Gotemborg nel primo turno e contro il Gretna nel secondo. Niente da fare contro un PSG (ancora senza soldi degli sceicchi), che elimina i Candystripes al terzo turno.
Nel 2009 però un nuovo tracollo: i debiti sono diventati insostenibili e vennero fuori anche diversi contratti non regolarizzati con i giocatori. La fine è inevitabile e il Derry viene espulso dalla Lega, ma grazie al presidente Philip O’Doherty risale prontamente dalla First Division e nella stagione 2011/12 torna anche a vincere la Coppa di Lega.
Nell’ultima stagione è stato possibile ammirare “l’Armato biancorossa”, come amano chiamarsi, in Europa League, dove nel primo turno ha eliminato un modesto Aberystwyth, ma ha ceduto al secondo turno ai bielorussi dello Shakhter Soligorsk (0-1 al Brandywell e tracollo per 5-1 in trasferta).
Il bello di squadre come il Derry City FC è che con una storia così, i risultati possono pure passare in secondo piano. E questo i suoi tifosi lo sanno bene.

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